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Cos'è un Bounce Booster e come funziona?

Un visitatore su tre clicca su 'indietro' nei secondi successivi all'arrivo sulla tua pagina — e per te è perso per sempre. Il Bounce Booster intercetta queste uscite e le reindirizza verso una seconda chance. Ecco come funziona, quando conviene, e la nota GDPR da conoscere.

Michael Kotzur
Cos'è un Bounce Booster e come funziona?

Stai facendo pubblicità a pagamento. Qualcuno clicca. Atterra sulla tua pagina di vendita — guarda 4 secondi — e clicca su 'Indietro' nel browser.

È finita. Soldi bruciati. Un potenziale cliente perso per sempre.

In certe nicchie (affiliazione, coaching, e-commerce), questo tasso di rimbalzo si attesta tra il 50 e il 70 %. A un costo medio di 1 €/click, significa: per 1.000 click, paghi da 500 a 700 € per visitatori che se ne vanno nello stesso secondo in cui arrivano.

Un Bounce Booster recupera una parte di queste uscite. Quando il visitatore clicca 'indietro', invece di tornare alla sorgente (Google, Facebook, la tua newsletter), atterra su una seconda chance che tu definisci: pagina sconti, lead magnet, opt-in newsletter, prodotto alternativo.

Avvio rapido: Il Bounce Booster è una funzionalità Pro su promolinks — vedi i piani.

Cos'è un Bounce Booster?

Un Bounce Booster è un meccanismo JavaScript che intercetta il tasto indietro del browser. Invece di mandare il visitatore alla pagina precedente (il referrer), lo instrada verso un URL di backup che hai definito.

Altri nomi per la stessa tecnica: back-button-redirect, back-button-recapture, exit-redirect, bounce recapture.

In chiaro:

  1. Visitatore clicca sul tuo link pubblicitario → atterra sulla Pagina A.
  2. Guarda brevemente → clicca 'indietro' nel browser.
  3. Senza Bounce Booster: Il browser torna alla sorgente. Visitatore perso.
  4. Con Bounce Booster: Il browser va all'URL di backup configurato — tu mantieni la tua seconda chance.

URL di backup classici:

  • Pagina sconto con codice promo
  • Opt-in per un lead magnet (ebook, checklist)
  • Prodotto alternativo più economico
  • Iscrizione newsletter con bonus
  • Offerta affiliata di backup

5 casi d'uso con esempi di conversione

1. Recupero tramite sconto (e-commerce)

Scenario: Vendi un prodotto a 49 €. I visitatori guardano, lo trovano caro, cliccano 'indietro'.

URL di backup: Una pagina con -15 % con il codice 'COMEBACK15'.

In pratica: Il tasso di conversione sui visitatori recuperati si attesta tra il 3 e l'8 % — quindi su 1.000 utenti che rimbalzano, da 30 a 80 ordini aggiuntivi che avresti perso.

2. Lead magnet per coach e consulenti

Scenario: Vendi un coaching a 997 €. Il 98 % dei visitatori se ne va perché non è pronto.

URL di backup: Pagina opt-in con un PDF gratuito ('I 7 errori più frequenti quando X') — iscrizione al tuo funnel email.

3. Offerta affiliata di backup

Scenario: Sei affiliato per un coaching da 2.000 €. Ogni click ti costa 3 € in ads. Il 95 % dei click non converte.

URL di backup: Una raccomandazione affiliata alternativa sullo stesso tema — per esempio un prodotto entry-level a 97 €. Prendi sempre una commissione, anche se più piccola.

4. Recupero 'follow' per creator

Scenario: Mandi traffico TikTok verso una landing con un link affiliato. Molti utenti scrollano, cliccano 'indietro', e tornano su TikTok.

URL di backup: Una pagina link-in-bio con tutti i tuoi profili — Instagram, YouTube, newsletter. Come minimo mantieni il follower.

5. Cross-sell per shop online

Scenario: Il visitatore guarda un prodotto specifico (per esempio una cover iPhone), se ne va perché non è il modello giusto.

URL di backup: Pagina categoria 'Tutte le cover iPhone' invece della scheda prodotto. Più chance che trovi il modello giusto.

Quando conviene un Bounce Booster?

Valutazione onesta. Non tutte le pagine ne traggono beneficio.

Vale la pena quando…

  • Compri traffico freddo (ads, post sponsorizzati). Ogni click perso costa soldi → ogni conversione recuperata è margine puro.
  • Il tuo tasso di rimbalzo supera il 40 %. Con un basso tasso di rimbalzo, l'effetto assoluto è minimo.
  • Hai un URL di backup credibile. Deve essere una vera seconda offerta — non una trappola.
  • Sei in affiliazione, coaching o e-commerce. Mercati direct-response classici.

Non vale (o poco) quando…

  • Fai lead-gen B2B con cicli lunghi. Qui il rimbalzo è normale — il lead torna in 6 mesi, non via recupero.
  • Hai traffico pure di awareness. Contenuti tipo Wikipedia non devono 'recuperare' i visitatori — il rimbalzo è spesso positivo.
  • Il tuo URL di backup è identico all'URL target. Loop infinito. promolinks lo rileva automaticamente.

GDPR e aspetti legali

La tecnica Bounce Booster è privacy-friendly per design, a condizione di un'implementazione pulita.

Cosa succede tecnicamente: Si esegue solo JavaScript lato browser. Nessun cookie viene posto, nessun pixel di tracking viene caricato, nessun dato personale viene trasferito. Il meccanismo 'sessionStorage' è specifico per la scheda e viene ripulito alla chiusura.

Cosa devi fare:

  • Trasparenza: Nella tua privacy policy, menziona che il tuo URL shortener usa la manipolazione della cronologia per il recupero visitatori. Non obbligatorio — nessun dato personale viene trattato — ma buona pratica.
  • Cookie banner: Non richiesto per il Bounce Booster stesso perché non viene posto nessun cookie.

Bottom line

Il Bounce Booster non è magia né una trappola — è un'applicazione pulita delle API standard dei browser. Nei mercati direct-response a pagamento (affiliazione, coaching, e-commerce), è una delle leve più semplici con il miglior boost ROI — la conversione aggiuntiva non costa nulla (il click è già pagato).

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